I migliori romanzi

Cultura e Spettacolo di Redazione
I migliori romanzi

Franzen era l’autore atteso al varco, e non può che esserci il suo Libertà in cima alla classifica dei migliori titoli dell’anno. Stupisce, in positico, Tsiolkas, che regala una perla di bravura nel mettere a nudo i precari equilibri di una piccola comunità che è lo specchio della società tutta. Da sottolineare anche il premio Pulitzer 2010 Paul Harding, a conferma che le scelte di Neri Pozza sono molto spesso una garanzia di qualità. Ecco i migliori romanzi del 2011 per la redazione di ClassLife: e i vostri quali sono? E quali saranno i bestseller del nuovo anno?

  1. Libertà, Jonathan Franzen

    "Walter e Patty sono il ritratto dei buoni vicini: gentili, premurosi, ecologisti. Eppure qualcosa va storto se, dopo qualche anno, i giornali definiscono Walter «arrogante ed eticamente compromesso» mentre Patty sprofonda nella depressione.
    Dopo Le correzioni, Jonathan Franzen sceglie di nuovo un matrimonio, il vincolo che lega due persone, per raccontare ciò che lega tutti gli uomini..."

  2. Lo schiaffo, Christos Tsiolkas

    "È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per i numerosi familiari, amici e colleghi accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector. Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, e grandi occhi che brillano su un viso affilato e scarno, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi agli ospiti e occhiate preoccupate ai tavoli imbanditi di samosa, melanzane e semi di aneto..."

  3. E disse, Erri De Luca

    "Era felice al vento, lo accoglieva in ascolto. Era di quelli che afferrano una frase dove gli altri intendono solo un chiasso." Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità. E disse: con questo verbo la divinità crea e disfa, benedice e annulla. Dal Sinai che scatarra esplosioni e fiamme, vengono scandite le sillabe su pietra di alleanza. Nell'impeto di un'ora di entusiasmo un popolo di servi appena liberati si sobbarca di loro: "Faremo e ascolteremo". Luogo di appuntamento è il largo di un deserto, dove la libertà è sbaraglio quotidiano. Notizia strepitosa: nell'antico Ebraico, madrelingua, le parole della nuova legge sono rivolte a un tu maschile. Le donne guardano con tenerezza gli uomini commossi e agitati..."

  4. L’ultimo inverno, Paul Harding

    "Chi non è rimasto almeno una volta incantato dal mondo misterioso dei venditori ambulanti, dai loro carretti così carichi di oggetti semplici, ingegnosi, meccanici, che essi sapevano riparare grazie a un'arte tramandata da tempo immemorabile? È questo il mondo da cui proviene George Washington Crosby; è questo il mondo a cui ritorna mentre, steso su un letto d'ospedale al centro del soggiorno della sua casa nel New England, si prepara a concludere la sua vita circondato dai famigliari e accompagnato dal tintinnio dei suoi orologi cui per anni si è dedicato come meticoloso restauratore.."

  5. Storia d’amore vera e supertriste, Gary Shteyngart

    "In un futuro non meglio precisato - che potrebbe anche iniziare giovedì prossimo - l'America è in ginocchio in preda a una crisi economica e sociale irreversibile. Nessuno legge più libri: la carta stampata è ormai desueta e gli uomini comunicano tra loro attraverso gli apparat, minuscoli computer perfezionatissimi. Lenny, però, nel suo appartamento alla periferia di New York, conserva con fierezza il muro dei libri e si sente un uomo di un altro secolo, nonostante lavori in una società della nuova economia creativa.."

  6. Storia della mia gente, Edoardo Nesi

    "Storia della mia gente racconta dell'illusione perduta del benessere diffuso in Italia. Di come sia potuto accadere che i successi della nostra vitalissima piccola industria di provincia, pur capitanata da personaggi incolti e ruspanti sempre sbeffeggiati dal miglior cinema e dalla miglior letteratura, appaiano oggi poco più di un ricordo lontano. Oggi che, sullo sfondo di una decadenza economica forse ormai inevitabile, ai posti di comando si agitano mezze figure d'economisti ispirate solo dall'arroganza intellettuale e politici tremebondi di ogni schieramento, poco più che aspiranti stregoni alle prese con l'immane tornado della globalizzazione. Edoardo Nesi torna con un libro avvincente e appassionato, a metà tra il romanzo e il saggio, l'autobiografia e il trattato economico, e ci racconta, dal centro dell'uragano globale, la sua Prato invasa dai cinesi, cosa si prova a diventare parte della prima generazione di italiani che, da secoli, si ritroveranno a essere più poveri dei propri genitori..."

  7. Disegnare il vento. L’ultimo viaggio del capitano Salgari, Ernesto Ferrero

    «Sin da ragazzo gli piaceva disegnare navi, vascelli alberati, cutter, brigantini, e più c'erano alberi e vele e sartie più godeva, specie a tratteggiare battaglie navali, le nuvolette che fanno i cannoni quando sparano. - Mi piaceva disegnare il vento, - ha detto quasi commosso, come scoprisse qualcosa di sé che prima non sapeva. - Era un po' come disegnare la libertà, la forza. La vita. Rendere visibile l'invisibile...»

  8. Nemesi, Philip Roth

    "Estate 1944. Nel «caldo annichilente della Newark equatoriale» imperversa una spaventosa epidemia di polio che minaccia di menomazione e perfino di morte i figli della cittadina del New Jersey. Bucky Cantor, l'animatore ventitreenne di un campo giochi della città, combatte la sua guerra privata contro la malattia nel tentativo di opporsi alla catastrofe. Fra le pagine di questa storia si agitano le cupe domande che ricorrono ossessive in tutti e quattro i recenti romanzi brevi di Roth: Everyman, Indignazione, L'umiliazione e ora Nemesi. Quali sono le scelte che imprimono una svolta fatale a un'esistenza? In che modo un individuo può resistere alla forza degli eventi?"

  9. Chiedi e ti sarà tolto, Sam Lipsyte

    "Milo Burke lavora come fundraiser per un’università mediocre popolata di figli di papà con velleità intellettuali: dovrebbe strappare donazioni alle ricche famiglie degli studenti o a generosi filantropi, ma le public relations non sono il suo forte. Milo – aspirante artista mai uscito dall’anonimato – è un intemperante, un contestatore, un frustrato, forse un genio incompreso, di certo un casinista: all’ennesimo passo falso viene licenziato in tronco. Il suo ménage familiare – ha una moglie comprensibilmente insoddisfatta e un figlio in età da asilo, se solo gli asili fossero alla portata delle loro tasche – ma di colpo l’università gli offre una seconda chance: si è fatto avanti un potenziale donatore che vuole sia proprio lui a seguire la sua pratica. Il misterioso benefattore, però, ha dei secondi fini, e l’occasione di riscatto si trasforma per Milo in una tragicomica sequenza di guai"...

  10. La mia lotta (2), Karl Ove Knausgard

    "Quando penso ai miei tre figli, non solo vedo davanti ai miei occhi i volti che li distinguono, ma percepisco anche la sensazione che trasmettono. Quella sensazione, che è immutabile, è ciò che loro sono per me. E ciò che sono per me è esistito in loro fin dal primo giorno che li ho visti.."

Classifica elaborata 09 gennaio 2012

Lascia un commento

  • blog