Ibride da Detroit

Motori di Nicola D. Bonetti
Ibride da Detroit

Limitate ai pochi marchi che ci hanno sempre creduto, le elettriche pure o con range extender (il motore per ricaricare le batterie), sconosciute le alimentazioni a gas, nella categoria più eco-friendly trionfano le ibride. Invenzione nipponica, con accordi mondiali dilaga in Europa, che dimostra grande convinzione per una tecnologia già ampiamente praticabile e collaudata. Oltretutto declinabile sia verso grandi potenze e prestazioni pure, come è stato sinora, sia in direzione di economia di utilizzo e sostenibilità nell’uso quotidiano, con varie proposte.

  1. Mercedes Classe E 300 Hybrid

    La berlina centrale della gamma di Stoccarda, diffusa in Europa, apprezzata in America e addirittura costruita in Cina per i mercati asiatici, rappresenta l'attenzione di Mercedes-Benz alla categoria, con due diverse versioni. Classe E 400 Hybrid a benzina per Usa, Giappone e Cina (poi si vedrà), mentre 300 BlueTech Hybrid a gasolio è già prevista per noi (poi andrà anche altrove). L'eleganza classica della serie identificabile dalle luci con taglio all'insù come gli occhiali degli Anni '50 e la pinna che carena la ruota posteriore come l'antenata Ponton, abbina al già pulitissimo motore a gasolio 250 Cdi da 204 CV un modulo ibrido da 20 kW, e la coppia massima sale a 750 Nm. Prestazioni paragonabili a modelli molto più potenti, rispetto ai quali consuma il 35% in meno. Disponibile anche station wagon, su entrambe non sottrae spazio al vano di carico per la compattezza della batteria, che consente anche un km di marcia urbana solo elettrica.

  2. Volkswagen E-Bugster Elettrica

    Volkswagen crede molto nel potenziale di New Beetle: è stata ripensata stilisticamente e meglio rifinita per essere all'altezza del ruolo che impone novità e tecnologia. Da qui, dopo aver presentato la Beetle più potente della storia da 200 CV, ecco E-Bugster, ipotesi di speedster (alle quali la linea ammicca piacevolmente) a due soli posti con motorizzazione esclusivamente elettrica. Il sistema anticipa una prossima Golf: motore elettrico anteriore (soli 80 kg), batterie da 28,3 kW/h dietro i sedili, carreggiate allargate e corpo vettura abbassato per grinta e guidabilità sportiva. Interessate la tecnologia di ricarica, che segue i nuovi standard CCS, adottati da Audi, Bmw, Daimler, Porsche e gli americani Ford e General Motors (compresa Opel) per una rete condivisa. E-Bugster si può caricare con calma dalla rete domestica (americana o europea), alle colonnine stradali in 35', inoltre come le ibride usa frenate e rilasci per generare elettricità, e l'autonomia è di 180 km.

  3. Bmw ActiveHybrid 5

    La berlina della Serie 5 è un'interessante declinazione del sistema ActiveHybrid, che Bmw interpreta in senso prestazionale. Infatti, Serie 7 e X6 ibride si confrontano per potenze e prezzi con i modelli marcati Motorsport. Serie 5 a doppia motorizzazione è meno esasperata: offre l'aggiunta dell'elettromotore all'unità sei cilindri a benzina TwinPower turbo della 535i, raggiungendo i 340 CV. Contenendo i consumi fino a 6,4 l/100 km, le emissioni a 149 g/km e, quasi incredibilmente, anche il prezzo: proposta a 64.400 euro è nettamente più conveniente delle parenti più grandi, pur con prestazioni di rango, sostenute anche dal cambio a otto rapporti. La batteria al litio che riduce di un terzo la capacità di carico, consente la marcia fino a 4 km entro i 60 km/h.

  4. Volvo XC60 Plug-in Hybrid

    Commercializzata in Europa nel corso del 2012, segue la via di Peugeot, pioniera dell'abbinamento tra motore anteriore a gasolio (al momento non definito) e trazione posteriore elettrica con motore da 70 CV, semplificando così anche il sistema di trazione integrale. Sarà invece a benzina con 350 CV complessivi per Usa e Cina. Diversi i funzionamenti possibili: "Pure", elettrica fino a che sia possibile (autonomia massima 60 km, 45 effettivi secondo le norme europee); "Hybrid" (predefinito all'avviamento) con interazione tra i due motori si può spingere fino a 2,3 l/100 km e l'autonomia giungere a 960 km; "Power" opta per le prestazioni delle due unità sommate; "Save", da attivare per conservare 20 km di autonomia elettrica residua. Infine, la trazione integrale AWD si inserisce a comando e avviando il motore posteriore. La ricarica completa a 220 V richiede solo tre ore e mezza, fase durante la quale si può rinfrescare o riscaldare l'abitacolo.

  5. Toyota NS4 Hybrid

    Alcune linee guardano talmente avanti che riportano indietro nel tempo. La forma della concept che anticipa una Toyota ibrida plug-in del 2015, con passo lungo, minimi sbalzi, cintura massiccia e padiglione stirato, riconduce addirittura alle Bugatti Tank da corsa, in un'altra epoca. NS4 balza in avanti per tecnologie e connettività, interfacce sviluppate con le migliori aziende del settore, partendo da Microsoft e Intel: si comanda tutto tramite il display multi-touch. Nebulose invece le dichiarazioni sui dati tecnici: la trasmissione è ibrida plug-in, cioè con possibilità di ricarica dalla rete e autonomia estesa, ma null'altro è trapelato, lasciando il mistero per ciò che è celato dalle linee azzardate ma praticabili.

Classifica elaborata 02 febbraio 2012

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