Arti marziali al top

Wellness e Sport di Massimo Morello

«L’ideale del Budo, la pratica del guerriero, è l’immagine di un adepto che domina l’avversario con la sua stessa presenza. L’avversario è sconfitto prima d’essere colpito. Le arti marziali c’inducono a ricercare questo stato» scrive Kenji Tokitsu, grande maestro contemporaneo. Un’affermazione, che esplicita perfettamente la non violenza delle arti marziali, in quanto ricerca di un stato di autocontrollo ed efficienza personale. «L’uomo moderno utilizza una percentuale ridottissima delle proprie capacità fisiche e mentali. Divenire più efficaci significa utilizzarle in maniera più avanzata». Per raggiungere tale obiettivo ci sono molte vie. Tutte richiedono allenamento costante e forte impegno. In compenso, una volta intrapresa, il Budo può divenire stile di vita per tutta la vita.

  1. Shaolin

    La madre di tutte le arti marziali, fondata nel 527 nel monastero cinese di Shaolin dal monaco Bodhidharma, uno dei fondatori dello Zen. Si basa su una serie di tecniche elaborate a imitazione dei movimenti degli animali. Pur adattato al nostro stile di vita, comporta notevole dispendio psicofisico.

  2. 2.
    scheda
    Aikido

    La via dell’armonia e dell’unione, arte marziale difensiva creata dal Maestro Uyeshiba (1883-1969) come sintesi di varie forme di combattimento. Si basa in gran parte su tecniche di leve articolari e di proiezioni che richiedono attenzione e vanno apprese a stretto contatto con l’avversario. E’ quindi consigliabile a chi lavora in team, analisti finanziari e informatici. E’ anche una delle discipline in cui hanno maggior peso gli aspetti rituali, il che la rende interessante per i creativi.

  3. 3.
    scheda
    Karate

    La via della mano vuota, elaborata nell’ambiente tradizionale dell’isola di Okinawa. Introdotta in Giappone negli anni Venti e diffusa in tutto il mondo nei Sessanta, è una pratica di combattimento efficace e ancora in piena evoluzione. E’ caratterizzata dalla ripetizione di gesti di base e dall’apprendimento di sequenze codificate. 

  4. 4.
    scheda
    Iaido

    Iaido, la via dell’estrazione, è l’arte di estrarre la spada elaborata in Giappone alla fine del XV secolo. All’apparenza, è un esercizio di raffinata estetica fisica. Nella pratica il suo significato è ben più profondo e incisivo. Lo Iaido ti fa capire come disperdi le energie. In estrema sintesi, dunque, la pratica dello Iaido dovrebbe condurre alla capacità di mantenere uno stato d’armonia nella propria mente e, di riflesso, nell’ambiente circostante.

  5. 5.
    scheda
    Judo

    Via della mitezza o della debolezza in cui si sfrutta la forza dell’avversario per ritorcerla contro. Fondata da Kano Jgoro (1860-1938) è ispirata al principio taoista del wu-wei, la non-azione. La pratica è adatta allo sviluppo psicofisico dei più giovani: consente un’armoniosa formazione corpo, genera sicurezza e riduce l’irrequietezza. Con l’evolvere dell’età e della tecnica, tende a focalizzare molto l’aspetto agonistico. 

  6. Wing Chun

    Eterna Primavera, questo il significato, leggenda vuole che sia stato concepito dalla monaca buddhista Ng Mui intorno alla seconda metà del XVII secolo. Origine che l’ha sempre fatta considerare arte marziale adatta soprattutto alle donne o praticanti più deboli. In realtà è un’arte d’estrema efficacia in cui attacchi e difese sono basati sulla percezione delle azioni dell’avversario. I movimenti si riducono al minimo, sfruttando al massimo le proprie energie, amplificate e trasmesse dall’effetto leva fornito dal nostro corpo.

  7. Tae Kwon Do

    L’arte dei pugni e dei calci in volo (questo il significato), è la rielaborazione di stili della Cina del nord e del taekyon, antica arte marziale coreana. Oggi è l'arte marziale con il più alto numero di praticanti in tutto il mondo, circa 50 milioni, e sport olimpico. Si basa soprattutto sull’uso di tecniche di calcio e richiede notevole preparazione atletica. Adatta a sviluppare equilibrio e scioltezza.

  8. Muay Thai

    La boxe thailandese, forma di combattimento elaborata oltre 2300 anni fa, che permetteva di utilizzare come mezzo d’offesa e difesa ogni parte del corpo. Oggi ha perduto alcune delle componenti estreme ed enfatizzato gli aspetti atletici. Richiede fatica e dolore. In compenso rende molto sicuri di sé, incide sulla potenza muscolare ed è un’eccellente tecnica d’autodifesa.

  9. 9.
    scheda
    Kendo

    E’ considerata la disciplina per eccellenza dei manager. Il libro dei cinque anelli, manuale di combattimento e autoperfezionamento del grande spadaccino Miyamoto Musashi (1584-1645), è utilizzato come testo di studio in molti corsi di management. Alternando azioni velocissime ad attese di concentrata staticità, potenzia le funzioni neuromuscolari e accentua i riflessi.

  10. Tai Chi Chuan

    La lotta del principio supremo”, tecnica che permette di equilibrare nell’organismo lo yin e lo yang, i principi opposti e complementari che generano l’armonia. La forma base è composta da 500 movimenti che “si succedono come le onde del mare”: per apprenderla ci vogliono tre anni di pratica. Da sfatare l’idea che sia disciplina “da anziani”, è utile invece a ritardare l’invecchiamento. Meglio iniziarla dopo aver praticato qualche disciplina più dinamica (o contestualmente), è straordinaria come ginnastica antistress.

Classifica elaborata 28 febbraio 2013
  • email
  • Print
  • Facebook
  • Twitter

Lascia un commento