Rifugi gourmet

Sapori di Marianna Corte
Il rifugio El Paradiso a St. Moritz.

Il rifugio El Paradiso a St. Moritz, in Svizzera.

Dalle Dolomiti alla Val-d’Isere, senza dimenticare il Monte Bianco e l’Engadina, dieci indirizzi di rifugi per sciatori gourmet. Panorami mozzafiato, comprensori per ogni genere di sportivo e tavole curate dove in cucina regna una nuova tendenza: il rustico-chic.

  1. Las Vegas Lodge, Alta Badia

    Raggiungibile in cabinovia da San Cassiano, nel comprensorio Superski delle Dolomiti, il Las Vegas è un rifugio per buongustai, accessibile anche con motoslitta privata. Affacciato sul Sassongher, il Sella e la Marmolada, è circondato da oltre 500 km di piste da sci. Tappa perfetta, tra una Gran Risa e una Sellaronda, il ristorante offre piatti tradizionali, ma anche spunti creativi. Tra le proposte in carta, lo stinco di maialino glassato con radicchio e noci, ideato per il rifugio dal cuoco stellato Josean Alija, chef del Ristorante Nerue del Museo Guggenheim di Bilbao. Il rifugio ha anche 11 stanze.

  2. Rifugio Lée Hutte, Alta Badia

    Raggiungibile facilmente da qualsiasi punto del comprensorio Superski delle Dolomiti in Alta Badia, il rifugio si trova all’arrivo della seggiovia coperta Santa Croce da dove parte l’omonima pista, una delle più belle della zona per i continui cambi di pendenza. La cucina è classica con prodotti locali, senza alcun eccesso creativo; ottimi canederli, gnocchetti di spinaci, zuppe e tra i dolci il tipico keiserschmarm, una crêpe calda dolce con mirtilli e zucchero a velo.

  3. Moritzino, Piz La Ila

    Il locale più trendy delle Dolomiti e il primo ad aver inaugurato ormai 40 anni fa la moda dei locali con musica e cucina sulle piste.Tappa obbligata degli sciatori della zona, i locale, che si trova all’arrivo della cabinovia Piz La Ila, è aperto anche la sera. La cucina, tradizionale, è ricca di piatti di pesce, fresco di giornata dai migliori mercati arriva ogni mattina con la funivia.

  4. Malga Gostner, Alpe di Siusi

    A metà strada tra Compatsh e Saltria, questa minuscola baita dello chef patron Franz Mulser, è un’esperienza gourmet per veri appassionati della cucina alpina. Raggiungibile con una cabinovia da Siusi, dopo 20 minuti in una panorama mozzafiato, ci si incammina con le ciaspole o, su prenotazione, si prende una slitta trainata da cavalli. All’arrivo, un’ampia terrazza al sole, un ambiente rustico, ma essenziale, e un giovane chef che propone piatti semplici ma di grande impatto estetico, come la crema di fieno servita nella pagnotta scavata e guarnita con i fiori dell’alpeggio essiccati o la spalla di cervo al pesto di cirmolo. Cell. 347.8368154

  5. Société anonyme de consommation, Pila

    In una baita ristrutturata sulla Pista Nouva nel canalino di Pila, si trova questo luogo punto di riferimento per gli sciatori. Per quelli che al bar, ricavato dalle ex stalle e circondato da vetrate, vogliono fare colazione con un cremoso al cioccolato con spuma di nocciole e granita al caffè, per chi aspetta di pranzare all’osteria con un aperitivo, o ancora per chi la sera, lasciati gli sci, arriva alla Société con il gatto delle neve. Al ristorante, piatti elaborati con la consulenza dello chef Massimo Guzzone del locale la Pista del Lingotto a Torino.

  6. Chalet L’Etoile, Cervinia

    Ai piedi del Cervino, in località Plan Maison, il rifugio si raggiunge con la seggiovia Pancheron e con quella di Plan Maison, seguendo la pista numero 6 che arriva da Plateau Rosà. Piatti tradizionali, ma anche ricette di pesce.

  7. Rifugio Col Drusciè, Cortina d’Ampezzo

    Vicino all’osservatorio astronomico, il rifugio si raggiunge con la funivia Freccia del Cielo. Tra i piatti, da provare le bricioline di cervo con polentina morbida, finferli e composta di mirtillo. La sera, i più curiosi, possono visitare l’osservatorio e osservare le stelle da uno dei punti panoramici più spettacolari di tutta la conca. Tel. 0436.862372; cell. 338.8694531.

  8. Oxalys, Courchevel

    Uno dei posti preferiti dai più giovani appassionati di sci alpino, Oxalys è anche una mete gourmet d’alta quota grazie alla bravura di Jean Sulpice, il giovane cuoco francrese con due stelle Michelin. Un autentico fenomeno nel mondo gastronomico francese, il ristorante di Sulpice, situato proprio all’ingresso delle piste da sci, è il bistrot con due stelle Michelin alla più alta altitudine in Europa. Da non perdere il piccione in crosta al foie gras, l’apoteosi della cucina francese a portata di sciatore.

  9. El Paradiso, St. Moritz

    Cucina engadinese, polenta e fonduta, ma anche caviale iraniano e spaghetti all’aragosta del Maine. Questi i tratti distintivi di El Paradiso, chalet alla moda che si distingue anche per una rinomata cantina, selezionata tra le migliori dalla rivista Wine Spectator. Splendida la terrazza per suggestivi bagni di sole. Per i più sportivi, lo chalet ha anche un campo di atterraggio per parapendio. Raggiungibile da Suvretta e dall’ultima stazione della funivia Signalbahn.

  10. La Fruitiére, Val-d’Isère

    Nel comprensorio sciistico dell’Espace Killy, alla fine dell’impianto di risalita La Daille, al confine tra Piemonte e Val d’Aosta, in una ex cooperativa del latte, lo chalet La Fruitiére propone una cucina alpina contemporanea elaborata dallo chef Patrick Walker, un cuoco con la passione per le rivisitazioni, quale è per esempio il suo pasticcio di sfoglia alla savoiarda. Di fianco si trova Le Folie Douce, uno dei club più à la page della zona, dove trasferirsi per aperitivi al ritmo della musica. Tel. +33(0)479060717.

Classifica elaborata 19 gennaio 2012
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