Rossi al top

Viaggi e Sapori di cesare pillon ed emanuele elli

Sorpresa sorpresa, la regione con più vini ai vertici quest’anno non è né il Piemonte né la Toscana: il rosso al top è il San Leonardo 2013 che nasce in Trentino; il bianco al vertice è il Terlano Sauvignon Quarz 2015 e il vino dolce più votato il Gewürztraminer Terminum 2014, prodotti in Alto Adige. A fare l’en-plein è stato dunque il Trentino Alto Adige, la regione più settentrionale d’Italia, anche se le regioni tradizionalmente ai vertici naturalmente sono sempre in ottima posizione. Che sia un effetto imprevisto del cambiamento climatico?

Le graduatorie di Gentleman sono state ottenute sommando le valutazioni espresse dalle sei più autorevoli guide enologiche del 2018; il vino assente anche da una sola di esse è perciò condannato al fondo classifica: è esattamente quello che è capitato all’Ornellaia e Masseto tra i rossi e a Ca’ del Bosco tra gli spumanti. Per uniformare i giudizi, questi sono stati tradotti, se necessario, in voti centesimali. Non ce n’era bisogno per quelli di tre guide: I vini di Veronelli del Seminario Veronelli, la Guida essenziale ai vini d’Italia di Daniele Cernilli e l’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni. Per la guida Vitae dell’Associazione italiana sommelier, ai vini valutati con 4 viti e il simbolo del tastevin, i migliori in assoluto, sono stati attribuiti 100 centesimi, a 4 viti 95, a 3 viti + 1 nera 89,5, a 2 viti 82, a 1 vite 77. Per Bibenda della Fondazione italiana sommelier: 5+ grappoli (Gli assaggi dell’anno) = 100; 5 grappoli = 95; 4 grappoli = 87,5; 3 grappoli = 82; 2 grappoli = 77. Per Vini d’Italia del Gambero Rosso: 3+ (I premi Gambero Rosso) = 100; 3 bicchieri = 97; 2 bicchieri rossi = 92,5; 2 bicchieri neri = 88; 1 bicchere nero = 82,5. Accanto ai voti sono citati i giudizi de L’Espresso (I vini d’Italia): BS, vini da bere; CONS, da conservare; COM, da comprare.
Sul podio, dietro il trentino San Leonardo, sono saliti l’umbro Rubesco Vigna Monticchio 2012 di Lungarotti e il laziale Montiano 2015 della famiglia Cotarella: solo il secondo scaturisce da uve autoctone, il primo e il terzo sono rispettivamente un Cabernet e un Merlot. Fra tutti i top 100, però, i vini figli di vitigni internazionali sono soltanto 28. Tra i 72 autoctoni prevedibile la supremazia dei 13 Barolo, superiori alle attese 12 Amarone, deludente la presenza di 5 Brunello di Montalcino. La Toscana vince quest’anno il tradizionale derby con il Piemonte per 25 vini contro 19. Qua sotto, la classifica completa : cliccando l’immagine, tutti i voti espressi dalle guide.

Classifica elaborata 21 febbraio 2018
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