Rossi al top

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Incrociando le sette guide enologiche più autorevoli, ecco la classifica delle migliori etichette di vino rosso italiane. Sul podio, Puglia, Umbria e Toscana

La graduatoria dei 100 vini rossi è stata ricavata mettendo insieme le preferenze delle guide Gambero rosso, l’Espresso, Veronelli, Bibenda, Vitae, Daniele Cernilli, Luca Maroni. In cima alla classifica è tornato l’ES, il Primitivo di Manduria, spodestato l’anno scorso dall’intramontabile Sassicaia, che questa volta scivola in terza piazza, perché al secondo posto è balzato (non era mai successo) il Vigna Monticchio, la Riserva di Torgiano creata negli anni 70 del 1900 da Giorgio Lungarotti, precursore in Umbria del Rinascimento enologico italiano. In questa classifica dei migliori rossi italiani, compilata incrociando i voti delle guide dei vini, si avvertono inevitabilmente i contraccolpi della loro moltiplicazione: diventate sette l’anno scorso, le guide sentono come non mai l’esigenza di differenziarsi una dall’altra, e lo fanno cercando di scoprire vini inediti di produttori ancora sconosciuti, ma per sfoltire la scena e permettere agli emergenti di farsi notare hanno preso contemporaneamente l’abitudine di cancellare dalle loro pagine qualcuna delle bottiglie di più riconosciuto valore. Con queste esclusioni, però, è sempre più difficile per i vini d’alto profilo comparire in tutte e sette le guide: quest’anno ci sono riusciti soltanto in 66 (l’anno scorso erano 82). E senza il voto di una guida, nel migliore dei casi si precipita al fondo della classifica, mentre il rischio d’essere esclusi dai primi 100 rasenta quasi la certezza.

Classifica elaborata 15 marzo 2016
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