Taste of Milano

Viaggi e Sapori di Tarsia Trevisan - Sapori e profumi - Classlife tv
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«Agli insaziabili curiosi, ai viaggiatori golosi, ai sostenitori del green in apnea da smog, alla gioia dei bambini in un ghiotto parco giochi, agli intenditori e ai buongustai, agli amanti del buon vino, ai vievurs, agli infaticabili festaioli»… A tutte queste persone è dedicata la terza edizione del Taste of Milano, il Festival enogastronomico più atteso dell’anno, una quattro giorni dedicata al piacere del food. Dal 17 al 20 maggio l’Ippodromo di San Siro si trasforma in un parco divertimenti del gusto dove si può vivere un’esperienza gastronomica di altissimo livello a basso costo: chef e ristoranti stellati propongono, infatti, i loro piatti forti o creati ad hoc per l’occasione sotto forma di degustazione (da 4 a 6 euro per assaggio). Dall’Hot Dog di branzino arrosto e ricci di mare di Andrea Provenzani de Il Liberty al Crudo di gambero rosso, fave, pancetta e agrodolce di eucalipto di Andrea Aprea del Vun – Park Hyatt Hotel, al Baccalà mantecato e chips di polenta di Filippo Gozzoli del Ristorante Da Claudio, i visitatori possono crearsi il loro menù e vivere un’esperienza deluxe. La televisione di ClassLife – sopra il dietro le quinte del Festival -  è andata a degustare in anteprima i menù studiati dai 12 chef presenti al Taste: ecco la nostra top ten.

  1. Questa non è una linguina al pomodoro qualunque. Lo chef del ristorante Al V Piano del Grand Visconti Palace, al pari del pittore surrealista, gioca con pomodori ramati, linguine Rummo lenta lavorazione, Parmigiano Reggiano e una foglia di basilico fritta.  

  2. Per chi ancora non lo sapesse, è proprio Filippo Gozzoli, ex del Park Hyatt, il nuovo chef della pescheria più famosa di Milano, Da Claudio. Ci sono piaciuti il suo carpaccio di tonno, essenza di pistacchio e germoglio, ma anche il baccalà mantecato e chips di polenta. Piatti che parlano del nostro Paese, grazie alla capacità sopraffina di Filippo di sbirciare in ogni angolo d’Italia. Ah, sfiziosissimo il suo piatto kids: polpettine di pesce con piselli stufati all’olio extravergine dop del Garda e cipolline all’agro. E chi l’ha detto che i bambini non mangiano il pesce? La sfida è vinta.

  3. Si chiama Michelino Gioia e, dopo un veloce passaggio da Alain Ducasse e Gaetano Trovato e a Il Pellicano di Porto Ercole, è approdato al The Cesar, ristorante del prestigioso hotel La Posta Vecchia di Palo Laziale. I sapori della sua terra? Un’acciuga farcita di baccalà mantecato (lotta dura, con il piatto di Gozzoli vedi posizione numero 2), avvolto nel lardo di montagna e dolce di pomodoro. Un piatto che ci ha conquistato subito, a prima vista...

  4. Il piatto scelto da Gualtiero Marchesi per l’Expo si chiama Minextra. La sua versione invernale è ormai un piatto cult al Marchesino di Milano, lo ritroviamo ora nella sua versione estiva. Un piatto che il cliente “termina” a suo piacimento, aggiungendo alle verdure appassite in olio e sale un sugo di pomodoro e una grattugiata di pecorino. D’inverno, invece, a disposizione il brodo stesso delle verdure e del parmigiano. Basta versare e grattugiare secondo il proprio gusto.

  5. Si sentono tutte le suggestioni della campagna di Cortona, della sua villa seicentesca, nel piatto di Silvia Regi Baracchi. Il Piccione al Liquore Mediceo leggermente affumicato alle galbule di cipresso con coscia ripiena del suo fegatino e composta di ciliegie val bene un viaggio. Vale la pena, infatti, assaggiarlo laddove ha preso corpo, nel ristorante Il Falconiere ricavato nell’antica limonaia, di Cortona.

  6. Lo chef più nature che ci sia, si è inventato un vero e proprio percorso fatto di 5 ricette per fare il pieno di buonumore e sapore. Le mettiamo insieme, perché così sono state concepite: si parte dal centrifugato di fragole per passare a un muffin di cioccolato, composta di lamponi e datteri.Quindi l’aperitivo Nuovo Benessere, con centrifugato di mele, carote, arancia ai sempi di finocchio, da servire con pinzimonio di asparagi. Il primo, invece, consiste in un piatto unico: riso al salto con asparagi agrodolci, spuma soffice di cannellini e menta fresca. E infine la Dolce evoluzione: lo strudel con salsa vaniglia - senza uova, of course - profumata al sambuco. Un menù da rubare per un Brunch da Terzo Millennio.

  7. Una delle attrazioni principali all’interno del grande Luna Park di Taste è il Teatro degli chef. Quattro gli ingredienti per il piatto di Davide Oldani che ci ha conquistato a prima vista: pane, pepe nero, marsala e riso. L’aspetto è vagamente quello di un occhio di bue su sfondo nero. Ma l’apparenza inganna. Affondata la forchetta nel piatto si schiude tutta una palette di sapori. Come Davide ci ha abituato anche con il suo supremo “zafferano e riso alla milanese”. Voto 10.

  8. Milly Callegari, con esperienza in Fiorucci, assieme a Matteo Torretta (vedi il primo posto) hanno creato per l’occasione degli eleganti box. Si chiamano Omaggio Di Gusto, dove gusto sta nelle creazioni dello chef, ma anche nell’abbinamento, creato da Milly, con le sue celebri collane “Panacea”, che evocano, appunto, il gusto dei suoi piatti. Lei ha già conquistato il Giappone e Carolina di Monaco. Siamo sicuri che presto anche l’Italia ne sarà matta (prezzo massimo 30 euro).

  9. Un prodotto antico, come la pasta, che ritroviamo in quasi tutte le ricette regionali. Claudia, blogger appassionata di food, ha scelto il Fusillotto per reinterpretare una ricetta tipica della Sicilia - la sua regione d’origine - invertendo però i poli. Il risultato è una Pasta alla Norma capovolta con un sugo leggero di melanzane accompagnato da petali di pomodori confit e dal classico completamento della ricotta salata.

  10. Un dolce finale, e siamo a Ischia. Qui, Nino di Costanzo, Grand Chef del Relais & Châteaux Terme Manzi Hotel & Spa, come un artista silenzioso dipinge la sua tela di sapori. La materia prima di cui sono fatti i suoi piatti esce dai confini campani, per approdare nell’isola che non c’è. Dove Napoli fa da sentinella speciale alla tavolozza dei sapori: l’agro, il salmastro, il vegetale e dolce.

Classifica elaborata 18 maggio 2012
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