Vini divini

Viaggi e Sapori di cesare pillon - still life di roberto sorrentino

I vini della Valle d’Aosta sono poco conosciuti, ma una volta assaggiati rivelano struttura e proprietà organolettiche sorprendenti. Un mix di mediterraneo e tradizione francese

Tra i vini bianchi più adatti per il consumo estivo, quelli della Valle d’Aosta sono i meno conosciuti. Non per demerito loro, ma per scarsità di produzione che può contare soltanto su 700 ettari di vigneto. Ma vale la pena di andare alla ricerca delle sue bottiglie. Impossibile sottrarsi al fascino del Blanc de Morgex et de la Salle, che nasce nelle vigne più alte d’Europa, tra i 900 e i 1.200 metri, soprattutto se a produrlo sono viti d’antan di un vitigno antico, il prié blanc, che Ermes Pavese coltiva in modo tradizionale, con la bassa pergola valdostana, perché sfruttino il calore del terreno riscaldato dal sole (sotto, Blanc de Morgex et de La Salle 2013 Ermes Pavese Morgex, www.pavese.vievini.it, 15 euro).

Ma non può lasciar indifferenti neppure la Petite Arvine che Maurizio Fiorano ricava con grande rispetto per la tradizione da un vitigno autoctono, tant’è che, con l’originale aromaticità dei sentori vegetali e di intriganti speziature, è diventata il cavallo di battaglia della sua giovane azienda, Château Feuillet (sotto, Petite Arvine 2015, Château Feuillet Saint-Pierre chateaufeuillet, www.vievini.it, 10 euro).

Coniugate in modo diverso a seconda della località e del vitigno, le erbe di montagna sono le protagoniste organolettiche dei vini valdostani, e come tali si percepiscono anche nel Pinot Gris targato Lo Triolet di Marco Martin, in inattesa sintonia con fruttati sentori di pera matura (sotto, Pinot Gris 2015, Lo Triolet Introd, www.lotriolet.vievini.it, 13 euro).

Visto che con la sua coinvolgente complessità gustativa si piazza da decenni al vertice dei migliori bianchi italiani, il vino valdostano che sorprende meno è lo Chardonnay Cuvée Bois dell’azienda Les Crêtes di Costantino Charrere (Chardonnay  Cuvée Bois 2014, Les Crêtes Aymavilles, www.lescretes.it, 36,40 euro)

Quello che sorprende di più è invece il Müller Thurgau di Giorgio Anselmet: nessuno si aspetterebbe infatti in una valle di cultura francese un vino che sposi in modo così convincente i netti profumi della tradizione tedesca alla carnosa ampiezza dei bianchi mediterranei (sotto, Müller Thurgau 2014, Anselmet Villeneuve, www.maisonanselmet.it, 14 euro).

Classifica elaborata 28 giugno 2016
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