Per allenare la fiducia

CLASS - GENNAIO 2012

Per allenare la fiducia

Spiegava una ricerca autorevole che la vittoria della Nazionale italiana di calcio nella Coppa del mondo in Germania del 2006 aveva generato una crescita del Pil di quasi l’1%. Non solo: oltre i dati elaborati dagli esperti di soccernomics, fusione a freddo tra soccer ed economics, si devono mettere nel conto anche quel corroborante clima di esaltazione, quella piacevole sensazione di forza, quello straordinario valore di identità territoriale che viene innescato quando si centra un obiettivo sportivo. Che per l’Italia, paese monosportivo per vocazione e per condanna, significa vincere facendo rimbalzare una palla in mutande, perfetta metafora della cultura nazionale. Ora, è evidente che non basta alzare una Coppa per abbassare lo spread; e che le resistenze della signora Angela Merkel sono ben più granitiche della difesa della squadra tedesca. Però, in questo 2012 appena iniziato, e con 12 mesi che si annunciano in salita, conviene procedere per accumulazioni progressive dei desideri catturando sensazioni positive ovunque sia possibile. E l’idea di lavoro di Cesare Prandelli è un bell’esempio: recuperare e allenare la fiducia, credere nel talento, valorizzare i giovani, ripartire di slancio. Insomma, attaccare l’avversario puntando sulle proprie qualità e senza contare sulle altrui debolezze. In questo modo Prandelli ha ricostruito il clima di simpatia intorno alla maglia azzurra; ed è così che si prepara all’appuntamento del Campionato europeo del prossimo giugno. Quando la Merkel non scenderà in campo, ma l’Italia potrà dimostrare che la vita è una metafora del calcio, e non il contrario. E per iniziare la risalita anche questo va bene. (Antonio Orlando)