Perché sposarsi? Per allegria

CLASS - MAGGIO 2012

Perché sposarsi? Per allegria

Prima in classifica, senza dubbi e senza discussioni. Prima in classifica è l’allegria. Un recente sondaggio di Swg/ Associazione Wedding Planners ha fatto emergere un dato importante: il 30% degli intervistati dichiara di preferire un matrimonio allegro. Ed è anche una preferenza espressa all’unanimità, una scelta condivisa da uomini e donne praticamente in egual misura (la classifica completa la si può trovare a pagina 34). Perché su questo punto non c’è guerra dei sessi, non c’è dibattito sessista: se oggi proprio ci si deve sposare, questo si può leggere tra le righe, che almeno lo si faccia in e con allegria. Meglio ancora se con un officiante, religioso o laico, simile al Rowan Atkinson di Quattro matrimoni e un funerale. Ma poiché le parole hanno un senso sempre più profondo di quello che emerge a una prima lettura, non è forse che questa voglia di allegria nasconda un sintomo forte di allergia? Allegria nel matrimonio per contrastare l’allergia al matrimonio? Altri dati, ancora più precisi e firmati Istat, evidenziano una realtà quasi irreale: ci si sposa sempre meno nell’Italia 2012. Nella variegata modulazione della vita di coppia, il matrimonio è solo una delle tante opzioni, e sempre meno la prima a essere presa in considerazione. Si può lavorare insieme, si può vivere a lungo, si possono anche avere figli ma il matrimonio no, quello proprio non fa più parte del bouquet predefinito. Forse, è davvero solo una questione di termini. Meglio sarebbe se il matrimonio si chiamasse Filippo, Barcellona o, guarda caso, allegria... E allora sì che tutti vivrebbero felici e contenti. (Antonio Orlando)