Le diverse stagioni di un uomo

CLASS - MARZO 2012

Le diverse stagioni di un uomo

È che spesso, ormai, le parole continuano a esistere, a persistere, a rimbalzare nei discorsi, ma sono svuotate di significato, almeno di quello originale. Si appoggiano su una rinnovata consuetudine o adottano un codice che però non è stato ancora ufficializzato. Quindi le parole camminano in equilibrio tra il detto (e lo scritto) da pochi e il non compreso da molti. Quasi da tutti. Stagione è una di queste parole. Basta una nevicata un po’ più fuori della regola metronomica, basta un sole appena più caldo della media ed ecco scattare un nuovo, e quasi sempre azzardato, allineamento semantico che deve fare i conti con mille variabili. Nella moda, poi, le stagioni arrivano nei negozi sempre più in anticipo rispetto alle scansioni astronomiche (e alle percezioni del mercato). Nei modi di dire, che molti dicono davvero, non ci sono più le stagioni di una volta ma al tempo stesso aumenta il numero di chi si candida a essere l’uomo per tutte le stagioni. E poi si vorrebbe un’infinita, entusiasmante, eterna stagione di giovinezza nel cuore, nel fisico e nello spirito, perché anche le stagioni dell’uomo non sono più quelle di una volta. Giovanili settantenni, adolescenti maturi, sfigati quarantenni, emergenti di carriera e carrieristi mai emersi: nella commedia della vita i ruoli a disposizione aumentano con la potenza di un algoritmo impazzito. Con il risultato che o si è talmente bravi da saperli recitare tutti, come Leonardo DiCaprio, o ci si prenota per un approfondito check-up per meglio comprendere quale stagione, stagione vera, della propria esistenza si sta vivendo. Nella speranza che sia, sempre e comunque, primavera a tutte le età. (Antonio Orlando)