Con il digitale cambia anche l'ARTE di andare per mare

CLASS - SETTEMBRE 2017

Con il digitale cambia anche l'ARTE di andare per mare

Le sorprese si chiamano così perché arrivano sempre da dove meno le si aspettano. Per esempio, da quel rito che sembrava immutabile della mostra d’arte. Nel 1936 il filosofo tedesco Walter Benjamin analizzò in un celebre saggio i metodi di fruizione dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. All’epoca oggetto dell’analisi erano la fotografia, la stampa e il cinema che grazie, o a causa, della loro opera di diffusione modificano il rapporto tra l’opera d’arte e il suo fruitore. Che cosa penserebbe allora Benjamin visitando Magister Giotto, la mostra aperta a Venezia fino al 5 novembre? Sarebbe affascinato o terrorizzato? Perché quello allestito alla Scuola Grande della Misericordia è uno spettacolo che va oltre alla riproducibilità di un quadro, è un percorso di coinvolgimento dello spettatore attraverso arte e tecnologia, è una nuova realtà virtuale che si fa concreta e avvolgente partendo dalla creatività medievale dell’artista.
Qualcosa di simile sta accadendo anche all’antica arte di andare per mare. E per molti è una grande sorpresa perché abitualmente l’innovazione spinta all’estremo viene associata ad altri mezzi della mobilità: gli aerei, i treni e, naturalmente, le automobili. Invece, proprio come le auto, anche le barche sono un laboratorio continuo di innovazione che, fortunatamente, non toglie il piacere di navigare ma, anzi, aggiunge più consapevolezza, più percezione e più controllo all’esperienza. E la necessità di una maestria. Perché anche in mare aperto il digitale è una grande opportunità per nuove bellissime sorprese. (Antonio Orlando)

In copertina, un momento della Giraglia Rolex Cup, la regata nata nel 1953 con partenza da Saint-Tropez e arrivo a Genova, passando dall’Isola di Giraglia, vicino alla Corsica.